Questo blog è nato almeno due anni fa. Nella mia mente solo, in realtà. E forse riesce a concretizzarsi ora, forse no, però voglio almeno darmi l'opportunità di provarci. Origina dalla solitudine profonda, sconfinata che ho provato quando mi sono resa conto che il mio bambino era diverso dagli altri. Dall'imbarazzo che leggo negli occhi delle persone quando lui ha dei comportamenti che risultano anomali in pubblico. Dalla paura e il disagio che provo quando penso che non so come evolverà. Dalla pena che provo per lui perché so che vivere è difficile per chiunque e che la sua strada sarà di certo più ripida di altre. Dalla lotta quotidiana intrapresa con la sanità, ma anche con la scuola e perfino con suo padre. Una vicina di casa del miei genitori, che conosco da quando ero bambina e che è madre di un figlio gravemente disabile, mi ha detto un giorno: "Non scoraggiarti. Ogni mattina, ricordati di indossare l'elmo ed esci a combattere". Ecco, forse l'elmo non basta, ci vuole anche l'armatura, almeno a metà, quanto basta per proteggere il cuore, lo scudo grande, per difendere lui e sua sorella, oltre che me stessa e qualche volta anche la spada. Che non guasta. Preferisco l'idea dell'elmo a quella di molte poesie in cui madri di figli con difficoltà si pregiano quasi di aver avuto questa opportunità. Per quanto mi riguarda, sarà che il mio senso di fede è fermo al cantiere con la scritta work in progress, non mi ritengo in alcun modo fortunata, non trovo alcuna consolazione né adrenalina nell'accogliere questa sfida. Fortuna è avere bambini sani, che scoprono il mondo da soli, che imparano a camminare e parlare in tempi giusti, spontaneamente. A me è capitato lui. Meraviglioso e a tratti incomprensibile. Un passetto alla volta, con grande fatica. E l'unica speranza, l'unica forza è l'idea che, finora, non ci siamo mai fermati. E farò tutto quanto in mio potere per riuscire ad andare avanti. Sempre. Però non mi nascondo. Non lo nascondo. Non me ne vergogno. E' così, qualcosa si è inceppato in qualche punto. La gravidanza è stata splendida, io non bevo e non fumo, non l'ho mai fatto. Giordano è stato desiderato e amato. Giordano non ha niente che non vada biologicamente. Gli esiti di tutti gli esami sono in ordine. Eppure non è un bambino come gli altri. E molto probabilmente non lo sarà mai. Questa è la situazione. E da qui si parte. Con tutta la serenità di cui siamo capaci. E se qualche accenno alla nostra esperienza può servire a qualcuno a sentirsi meno solo o anche solo a sapere che da qualche parte nel mondo qualcuno combatte la sua stessa battaglia, a noi fa piacere.

martedì 30 dicembre 2014

Ecco il mio post odierno su Facebook, ben diverso da quello di venerdì. Evviva!!!
"Questa mattina ho parlato col Sindaco. Mi ha rassicurata e promesso che questa situazione difficile sarebbe stata risolta a breve. Poche ore dopo mi ha richiamata, dicendomi che dopo un confronto con il Dirigente e il Provveditorato, è stato deciso che per un mese ancora resti l'insegnante supplente, intanto che la Scuola prende in mano le sorti dell'insegnante di sostegno titolare, la quale - mi ha garantito - non tornerà nel plesso di mio figlio. Poi non so se arriverà un'a...ltra insegnante o se, come spero, resterà la supplente che c'è ora. Obiettivo raggiunto. Se il mio bambino potrà finire l'anno con i suoi compagni e delle insegnanti capaci che lo seguano, io non potrò che essere felice. Spero, però, che il "problema" sia risolto davvero e non solo spostato a un'altra scuola o al prossimo anno scolastico. Resta l'amarezza di sapere che se avessi sollevato il polverone prima, senza cercare di risolvere la questione pacificamente e diplomaticamente solo con chi di dovere e non ricorrendo ad altre Autorità, Riccardo sarebbe potuto stare in classe in tutti questi mesi. Sembra che si debba per forza alzare la voce per farsi sentire.
Grazie, Sindaco, perché vuol dire che c'è qualcuno che ancora ascolta le voci e non solo le urla. Ma soprattutto grazie a tutti voi, che sostenendomi, incoraggiandomi, diffondendomi, dandomi numeri di telefono, nomi, mail, dritte, idee avete reso questa piccola giustizia possibile."